È possibile rilevare la fatica fisica e mentale sul lavoro con solo due sensori cerebrali?
La fatica dei lavoratori rappresenta una sfida maggiore nei settori a rischio come l’edilizia. Si manifesta in due forme: la fatica fisica, che riduce la capacità muscolare di mantenere uno sforzo, e la fatica mentale, legata a un carico cognitivo prolungato. Entrambe aumentano i rischi di errori e incidenti, con gravi conseguenze sulla salute a lungo termine, come lo stress, i disturbi cardiovascolari o i problemi muscolo-scheletrici. I metodi tradizionali di valutazione, basati su questionari, rimangono soggettivi e poco adatti a un monitoraggio in tempo reale.
Uno studio recente esplora una soluzione innovativa: l’uso dell’elettroencefalografia, una tecnica che misura l’attività elettrica del cervello. Contrariamente agli approcci esistenti, spesso limitati al rilevamento della fatica mentale o che richiedono attrezzature ingombranti, questa ricerca dimostra che è possibile rilevare simultaneamente entrambi i tipi di fatica con solo due sensori posizionati sulla testa. Questi sensori, collocati vicino alle tempie e alla fronte, analizzano i segnali cerebrali per identificare marcatori specifici della fatica.
Per convalidare questo approccio, le registrazioni cerebrali sono state combinate con valutazioni soggettive su dodici partecipanti. I dati sono stati elaborati da un algoritmo di apprendimento automatico in grado di distinguere gli stati di fatica con una precisione dell’84%. Questa performance apre la strada a dispositivi indossabili e discreti, adatti ad ambienti professionali esigenti.
Il vantaggio principale risiede nella semplicità del sistema: meno sensori significano più comfort per gli utenti e un’adozione più facile sul campo. Inoltre, questo metodo evita i pregiudizi delle auto-valutazioni e consente un monitoraggio continuo senza interrompere il lavoro. Potrebbe così migliorare la sicurezza e la produttività, riducendo al contempo i costi legati alla fatica, stimati in diversi miliardi all’anno per le aziende.
Questo progresso suggerisce che un monitoraggio oggettivo e pratico della fatica è ora realizzabile, anche in condizioni reali. Rappresenta un passo importante verso strumenti di prevenzione più accessibili ed efficaci per i lavoratori esposti a rischi elevati.
Informations et sources
Référence de l’étude
DOI : https://doi.org/10.1007/s11517-026-03562-8
Titre : Simultaneous detection of physical and mental fatigue using limited-channel EEG for practical workplace monitoring
Revue : Medical & Biological Engineering & Computing
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Md Abdullah Al Imran; Chandan Karmakar; Farnad Nasirzadeh